3 percorsi invernali ideali per visitare Merano tra paesaggi innevati e atmosfere di silenzio

L’Alto Adige durante l’inverno si presenta come una terra dove orientarsi non è cosa da poco, soprattutto se si decide di avventurarsi con le ciaspole. Merano si rivela una delle zone più affidabili e organizzate. Qui i sentieri risultano ben segnalati e sottoposti a controllo frequente. La città gode di una posizione comoda e offre percorsi adatti a qualsiasi tipo di escursionista, da chi si sta avvicinando per la prima volta alla neve, fino a chi ha già una discreta esperienza. Gli altopiani e le valli intorno propongono itinerari che uniscono semplicità e panorami mozzafiato. Niente di scontato, però: prima della partenza, meglio accertarsi delle condizioni del tempo e della neve. Il dettaglio non è da poco, spesso viene trascurato, ma serve a evitare rischi e a camminare sereni in un ambiente – come quello montano – che cambia spesso forma.

Merano 2000: un altopiano accessibile con vista sull’Ifinger

Merano 2000 rappresenta un punto di partenza ideale per le escursioni con le ciaspole, specialmente per chi mira a percorsi facili e ben strutturati. Gli impianti di risalita aiutano ad arrivare alle quote più alte senza dover affrontare troppi sforzi. Dal parcheggio di Falzeben, che sorge intorno ai 1.600 metri, parte un sentiero che porta verso Piffing. Si alternano tratti fra bosco e spazi aperti. Le tracce, regolarmente battute, agevolano chi cammina anche con la neve fresca. In meno di due ore si arriva alla Malga Kirchsteiger, perfetta per una pausa riparata. Da lì, si apre una vista che lascia il segno: l’altopiano e la montagna dell’Ifinger fanno da sfondo, un vero spettacolo che attira famiglie e principianti. Non manca la cura nella manutenzione dei sentieri, un valore aggiunto da non sottovalutare in una stagione dove il meteo può cambiare in fretta. Chi vuole, poi, può allungare la passeggiata verso Piffing o Malga Waidmann, ma conviene prima dare un’occhiata alle condizioni della neve e alla disponibilità dei rifugi.

3 percorsi invernali ideali per visitare Merano tra paesaggi innevati e atmosfere di silenzio
Piste immacolate tra cime innevate: un invito irrinunciabile a scoprire i percorsi invernali intorno a Merano. – vialelavanda.it

Val d’Ultimo: l’anello di Pracupola tra boschi e tranquillità

La Val d’Ultimo si distingue per un’atmosfera più raccolta e poco affollata, ideale per chi ambisce a camminate con le ciaspole lontano dalla confusione, immersi nella natura autentica. Partendo da Pracupola, alla base della cabinovia Schwemmalm, si percorre un anello che si snoda soprattutto tra boschi fitti. Salite a zig-zag regolano un dislivello contenuto intorno ai 400 metri. Il sentiero è quindi alla portata di chi non ha grande pratica – purché poi sia pronto a coprire circa sette chilometri. Un fattore da non trascurare: alcune zone sono esposte al vento, che cambia velocemente la consistenza del manto nevoso. Ecco perché vale la pena consultare aggiornamenti specifici sulla stabilità prima di mettersi in cammino. Lungo il percorso si trovano malghe che fungono da punti di riferimento, anche se d’inverno l’accesso non è sempre facile, cosa che rende obbligatorio pianificare eventualmente soste all’aperto. Grazie all’altitudine contenuta e all’esposizione favorevole, l’anello resta percorribile quasi sempre durante i mesi freddi, a patto di seguire con attenzione le condizioni meteo e quelle del terreno.

Monte San Vigilio: un itinerario con dislivello e pace

Il Monte San Vigilio si raggiunge comodamente con la funivia da Lana. Qui, un paesaggio fatto di larici e radure aperte accoglie chi s’imbarca in un’escursione con le ciaspole. Si parte dalla stazione a valle di Rio Lagundo, per arrivare fino alla piccola chiesa di San Vigilio, che domina la valle dell’Adige con una vista ampia. Inizialmente la salita è dolce, col passare del tempo si fa più sostenuta, ma rimane comunque moderata e senza punti esposti. L’itinerario completo misura circa sette chilometri tra andata e ritorno, con un dislivello che supera i 400 metri. È quindi più adatto a chi ha una certa familiarità con le camminate invernali. Il bosco, che protegge almeno in parte dal vento, aiuta a tenere la traccia definita anche con neve nuova. Dopo nevicate abbondanti, però, meglio verificare sul posto le condizioni. Dal punto di San Vigilio si gode di un panorama che spazia su Merano e sul Gruppo di Tessa: un connubio perfetto fra sforzo fisico e bellezza del paesaggio. Per i più allenati c’è la possibilità di proseguire verso il Gasthof Jocher, che però apre solo in alcune stagioni – meglio informarsi prima. Un particolare da sottolineare: l’equipaggiamento deve essere adeguato. Le ciaspole non bastano, soprattutto se il sentiero presenta pendenze o condizioni variabili.

Prima di partire per qualunque giro, il controllo del bollettino valanghe deve venire prima di tutto. Va fatta una valutazione sincera delle proprie capacità fisiche e tecniche, altrimenti si rischia grosso. Le ciaspole sono irrinunciabili, ma non possono sostituire i dispositivi di sicurezza, specie nelle zone esposte. Nei giorni più freddi, è buona norma portare con sé carta topografica offline, abbigliamento termico, acqua a sufficienza e un power bank per il telefono. Un kit di primo soccorso – piccolo ma completo – rende più sicura l’uscita, dettaglio spesso trascurato. Mappe aggiornate e bollettini ufficiali, insomma, sono alleati indispensabili per organizzare con criterio, tenendo sempre in mente che la montagna d’inverno può cambiare in fretta. Complessivamente, Merano e dintorni offrono un ventaglio ampio e curato, punto di riferimento per chi cerca un equilibrio tra sicurezza e contatto diretto con la natura. Tre itinerari, diversi tra loro ma tutti con un minimo comune denominatore: godersi il paesaggio invernale senza sorprese.