Tra questi oggetti c’è un intruso: solo coloro che hanno una mente elastica possono capirlo

C’è qualcosa che non torna, ma non è immediato capirlo. A un primo sguardo la scena sembra coerente, quasi rassicurante: una foresta umida e rigogliosa, rami coperti di foglie, colori verdi che si ripetono e quattro animali perfettamente integrati nell’ambiente. Camaleonte, iguana, geco e rana condividono lo stesso spazio visivo, lo stesso tono cromatico, la stessa atmosfera tropicale. Tutto sembra suggerire equilibrio, continuità, appartenenza.

Ed è proprio qui che il cervello rischia di cadere in trappola.

Il nostro sguardo, abituato a classificare in fretta, tende a raggruppare questi animali sotto un’unica etichetta mentale: animali da foresta, creature verdi, specie mimetiche. La mente cerca scorciatoie, semplifica, mette ordine. Ma questo test non premia la velocità. Premia la flessibilità mentale, la capacità di fermarsi e rimettere in discussione ciò che sembra ovvio.

Osservando meglio, ogni dettaglio inizia a raccontare qualcosa. Il camaleonte è aggrappato al ramo, con il corpo pronto a confondersi con le foglie. L’iguana condivide lo stesso supporto, solida, terrestre, legata a superfici asciutte. Il geco, più piccolo, è anch’esso perfettamente a suo agio tra corteccia e vegetazione. Tre animali diversi, sì, ma accomunati da una caratteristica fondamentale: vivono e si muovono prevalentemente fuori dall’acqua.

Poi c’è la rana.

La sua presenza non stona per colore, né per forma, né per ambientazione. Anzi, è questo che la rende l’intruso perfetto. La rana è immersa nell’acqua, circondata da bolle, legata a un elemento che gli altri non condividono davvero. Non è solo una differenza di habitat visibile, ma una distinzione più profonda: la rana è un anfibio, una creatura che vive tra due mondi, acqua e terra. Gli altri sono rettili, completamente adattati alla vita terrestre.

Chi ha una mente elastica riesce a superare l’inganno visivo e cromatico, andando oltre l’apparenza. Non si ferma al “sono tutti verdi” o “sono tutti animali esotici”, ma cambia punto di vista, riorganizza le informazioni, accetta che la prima risposta potrebbe non essere quella giusta.

Questo tipo di test non misura l’intelligenza in senso scolastico. Misura qualcosa di più sottile: la capacità di rompere gli schemi mentali, di non fidarsi ciecamente delle categorie automatiche, di osservare la realtà da più angolazioni. È la stessa abilità che serve nella vita quotidiana quando bisogna adattarsi, cambiare idea, trovare soluzioni nuove a problemi che sembrano già visti.

Se hai individuato l’intruso senza farti ingannare dall’armonia dell’immagine, probabilmente hai una mente che sa piegarsi senza spezzarsi. Se invece hai avuto bisogno di più tempo, nessun problema: significa solo che il tuo cervello stava seguendo la strada più comoda. E riconoscerlo è già il primo passo per allenare quella flessibilità che questo test, in fondo, vuole mettere alla prova.